Prevenzione e GDV Camera-2 by Emanuela Todesco

27 Apr, 2014

emanuela-TODESCONello scorso articolo ho parlato di quanto sia importante avere consapevolezza di cosa sta accadendo all’interno di noi, perché solo con una iniziale presa di coscienza è possibile perseguire verso il nostro pieno benessere. Molti blocchi o disagi sono spesso causati da situazioni vissute di cui non riusciamo a liberarci. A volte ci portiamo sulle spalle pesi che derivano dal passato, cose troppo grandi per noi, traumi o esperienze che per quanto dolorose, tendiamo a dimenticare e mettere nel cassetto. Così facendo, non vengono di certo risolte, ma prendono man mano forza, tornando prepotenti nella nostra vita in forma di eseprienze simili, patner simili, situazioni simili che si ripetono costantemente. Non è nascondendo la polvere sotto il letto, che la polvere sparisce. Perchè questo succede? La mente conscia, per sua difesa personale, tende a far dimenticare o tener lontano, richiudendolo nei posti della nostra anima più reconditi, ciò che ci ha creato un trauma o fatto soffrire.

Per risolvere qualsiasi situazione nella nostra vita che non ci fare stare bene, che non ci fa arrivare dove vorremmo o vivere pienamente liberi come vorremmo, è importante andare a rivedere questo trauma. Trauma che spesso abbiamo subito dai 0 a i 7 anni, quando non avevamo filtri, o addirittura all’interno della pancia della mamma dopo il quinto mese di gravidanza. E’ fondamentale portare a galla (e ci sono svariate tecniche per farlo) il primo trauma che ha dato poi modo al concatenarsi di altri simili.. perchè ogni trauma ha una lezione da farci apprendere, e se non la apprendiamo ritorna più forte, sempre più forte finchè, a volte anche attraverso una malattia, non diventiamo consapevoli di questa lezione, di questo insegnamento.
E’ importante quindi guardare sotto quel letto, riprendere in mano quel dolore che abbiamo solo nascosto. Viverlo, accettarlo, consapevolizzarlo. Guardarlo in faccia, senza paura ma con piena coscienza di se, come uno spettatore che guarda un film, od una scena di teatro. Vivendo la situazione o l’avvenimento dall’esterno, dissociati da esso. Con piena consapevolezza che è solo un dolore, solo un esperienza…ed è passata. Ed in quanto passata, non esiste più, non fa più parte del nostro presente, e quindi come è venuta se ne è in realtà già andata. E ringraziare questa esperienza per l’ insegnamento che ci ha dato.

Lasciandola poi andare definitivamente. Solo così si può veramente accedere ad uno stato di benessere maggiore e di crescita, attirando attorno a noi vibrazioni piu alte. Come scrivevo negli scorsi articoli, siamo fatti di energia, e l’energia di vibrazione. Noi vibriamo, ed attiriamo ciò che vibra alla nostra stessa frequenza. Immaginate di essere un villaggio turistico: il dj decide di mettere della musica da discoteca. Chi attirerà? Naturalmente ragazzi o persone a cui piace quel tipo di musica. Ma se d’improvviso il dj decidesse di cambiare e mettere musica classica, resterebbero gli stessi giovani a ballarla?

Naturalmente no! La pista si svuoterebbe e arriverebbero persone più adulte o persone a cui piace appunto la musica classica. Allo stesso modo, quando stiamo bene, e quindi vibriamo ad un’alta frequenza, attiriamo a noi situazioni che ci fanno star ancora meglio. Quando stiamo male, e vibriamo ad una frequenza bassa, attiriamo a noi situazione negative. Vi è mai capitato di alzarvi la mattina non in forma, con pensieri negativi, e successivamente tutto il giorno vivere situazioni negative? Attiriamo ciò che emaniamo, ed emaniamo ciò che siamo! Se non sblocchiamo ciò che ci limita all’interno di noi, attireremo continuamente situazioni simili al nostro disagio, fino a quando non arriviamo a capire qual’è il nodo. E lo sciogliamo. Solo lasciando andare i pesi del passato possiamo riuscire ad affrontare il presente ed il futuro, con leggerezza, come ci meritiamo di fare. E’ un pò come due scalatori che vogliono arrivare ad una grande vetta. Uno di loro ha uno zaino sulle spalle di 50 kg, l’altro invece viaggia libero senza nessun peso.
Chi di loro arriverà prima alla vetta? Chi di loro ci arriverà con meno sforzo? Chi sarà più energico e forte e felice durante tutto il cammino, ed avrà tutte le forze di festeggiare quando arriva alla vetta? Naturalmente quello senza zaino sulle spalle. Noi invece nella vita facciamo un pò come il secondo scalatore: ci portiamo kg e kg di cose dietro, a volte nemmeno nostre, senza riuscire a lasciarle andare. A volte ci fa anche comodo caricarci addosso alcuni pesi, perchè “Io ho vissuto questo e quest’altro, nessuno mi ama, mi va tutto storto..ecc”. Facciamo le vittime. E l’essere vittima a volte può dare amore, è un “ottimo” mezzo per far in modo che le persone si prendano cura di noi, e quindi ci amino.
Ma per quanto? E quanto è salutare? Altre volte invece ci prendiamo carico di responsabilità o situazione non nostre “Io mi faccio in quattro per gli altri, sono tanto buono, sono sempre disponibile” Passiamo così nei panni della persona altruista, che fa tanto per gli altri e che quindi, visto che da amore, deve essere amata. Ma questa non è bontà. Questo non è altruismo! L’unico vero altruismo è il sano egoismo. Il toglierci questi inutli kg dalle spalle e continuare leggeri il nostro viaggio! Solo così possiamo vivere realmente nel nostro pieno benessere, ed aiutare gli altri a fare altrettanto.
Come puoi dare del cibo ad una persona se la tua cucina è vuota? Allo stesso modo con l’amore, l’affetto e l’aiuto..come puoi darlo veramente agli altri, se non ne dai in primis a te stesso, e se non sei tu colmo di quell’amore, tanto da farlo strasbordare e farlo arrivare e recepire alle persone anche solo attraverso la tua presenza? La cosa più importante nella vita è amare se stessi, esattamente così come siamo. E farlo nella leggerezza, lasciando andare tutto ciò che non serve più. Tagliando quei legami e quei pesi che, come una corda legata alle spalle, al posto di farci andare avanti ci tirano indietro, ci tirano giu, nel loro abisso, e non ci permettono di seguire la nostra gioia. Non ci è richiesto nient’altro in questo mondo se non di vivere nella gioia.
Emanuela Todesco

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